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Storia e funzione sociale della radio

{jathumbnail off}Il 4 Dicembre 2014 alle ore 9.15 presso l’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi in Via Michelangelo Caetani 32 a Roma, si è svolto il Convegno intitolato:
Storia e funzione sociale della radio“, al quale ho avuto l’onore di essere stato invitato.
Non essendo un giornalista, nè un professionista nello scrivere, mi sono limitato a cogliere dagli interventi della giornata, gli aspetti che ho ritenuto più significativi ed ora ve li racconterò così come li ho vissuti.
Prima di tutto, debbo precisare che l’evento, di grande interesse e attualità, è stato organizzato con sapiente cura dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS, con la collaborazione dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e Radio Capital.

I lavori sono stati aperti dalla Dott. sa Luisa Bartolucci, Componente della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi a cui sono seguiti il saluto di Mario Barbuto, Presidente Nazionale dello stesso Sodalizio e quello del Dott. Massimo Pistacchi, Direttore dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi.
Gli interventi, sono stati aperti dal Dott. Franco Monteleone Docente di Storia e Critica della Radio e della Televisione all’Università di Roma Tre, per il quale la radio, è stata la vera intuizione del secolo. La forza imprenditoriale di Guglielmo Marconi e le sue grandi intuizioni, hanno contribuito a sviluppare in breve tempo, prima una rete radio telegrafica in grado di collegare tutto il mondo, poi un mezzo capace di trasmettere voci e suoni: la Radio.
Seguendo la sua evoluzione tecnologica, ci si è accorti ben presto che essa avrebbe portato d’un tratto, il mondo in casa dei propri ascoltatori.
Questo “miracolo tecnologico”, ha ben presto rafforzato la necessità di “attualizzare il passato” e recuperare i suoni e le voci della storia appena trascorsa, per capire chi eravamo e dove saremmo andati.
Come avviene per i “vecchi dischi malandati”, anche questi documenti sonori, hanno bisogno di essere restaurati, ripuliti dai segni del tempo, catalogati e resi fruibili dalla maggior parte della gente, con un lavoro certosino ed importante, svolto quotidianamente dall’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, diretto dal Dott. Massimo Pistacchi. Egli, grazie al’ausilio di queste rarità, ha illustrato l’importanza e la particolarità del suo impegno.
Il conseguimento di tali strabilianti risultati di conservazione sonora, non dipendono però esclusivamente dall’opera pur meritoria , di chi ricerca, restaura ed archivia, ma anche dai continui cambiamenti tecnologici che semplificano i passaggi e consentono di giungere a “grandi prodotti audio”.
Il regista di Radio Rai e responsabile del laboratorio di restauro dell’archivio sonoro Stefano Pogelli, ha portato il suo contributo di grande esperienza tecnica, facendo ascoltare la differenza fra alcuni documenti sonori originali e restaurati.
La radio non è solo suono e non è neppure soltanto trasmissioni del passato.
La sua duttilità le consente di saltellare agilmente da una canzonetta “scacciapensieri”, alla lettura molto impegnativa, con grazia e leggiadria.
Questo particolare aspetto, è stato illuminato nel corso dell’intervento svolto da Fabrizio Scrivano, Professore associato di Letteratura Italiana presso l’Università di Perugia, nel quale ha posto l’accento, sulla capacità del mezzo, di avvicinare la gente alla lettura ed alla letteratura.
La radio è anche descrittiva: l’esempio di come essa possa avvicinare i propri ascoltatori all’arte, ha fatto parte dell’intervento della Dott. sa Elisabetta Borgia della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale – Centro per i Servizi Educativi del Museo e del Territorio – MIBACT, che ha collaborato attivamente alla realizzazione della serie di trasmissioni andate in onda su Slash radio, (Emittente web dell’U.I.C.), dal titolo “Conversazioni d’arte:
L’Arte raccontata alla radio”, condotta dalla Dott. sa Luisa Bartolucci, in cui sono state descritte con grande competenza, opere di immenso valore, altrimenti lasciate nell’immaginario degli ascoltatori.
Ilario Di Giovambattista, ha svolto un intervento molto appassionato, nel quale ha raccontato la genesi di Radio Radio, dalla musica al successo come talk radio dedicata allo sport.
Rosario Tronnolone, Redattore di Orizzonti Cristiani, ha invece entusiasmato i presenti parlando della particolarità di lavorare nella Redazione multi lingua della Radio Vaticana e dell’esigenza dell’emittente di rafforzare la sua presenza nelle aree più povere del mondo.
Dopo una breve pausa ristoratrice, i lavori sono ripresi con l’intervento del Docente e storico della canzone italiana Gioachino Lanotte, che ha evidenziato il ruolo importantissimo della radio nella ricostruzione del tessuto nazionale; dalla propaganda fascista intrisa nelle canzoni, alla esperienza musicale delle emittenti liberate e le nuove orchestre.
Il pomeriggio è continuato con il piacevolissimo intervento di Umberto Broccoli, autore televisivo, conduttore radiofonico e scrittore, il quale, oltre a “raccontare” amabilmente alcuni “dietro le quinte” di trasmissioni radiofoniche di successo, si è soffermato, su quanto la radio, se “ben fatta”, emozioni realmente chi l’ascolta, “semplicemente” con le parole ed i suoni.
La Radio italiana dal 1976 in poi, ha subito un cambiamento inaspettato e forse non voluto, sia dal punto di vista tecnico che da quello dei contenuti, dopo la comparsa delle prime “radio libere”, oggi “radio private”.
La RAI, che fino a quel momento ha goduto del privilegio di avere il monopolio assoluto delle frequenze, non ha investito per migliorare il suo segnale nella Penisola.
I suoi trasmettitori continuavano ad essere datati e di debole potenza.
Dopo quella data però, essa si è trovata costretta a potenziare almeno le grandi città e fare il “miracolo” di “accendere” la stereofonia, rimasta in “prove tecniche di trasmissione” per anni, (vedi 100.300 mhz di Roma) e non solo.
Ai cambiamenti tecnici, mamma Rai, ha fatto seguire parzialmente anche quelli dei contenuti.
Se Radio RAI in onde medie, ha “mantenuto il punto”, in modulazione di frequenza essa ha sperimentato nuove voci e nuove tipologie di intrattenimento: RAI Stereo 1, 2 e Stereo notte.
Le realtà private, inizialmente improvvisate, oggi sono network organizzati e di grande richiamo.
Per comprendere come “funzioni” una grande emittente privata di oggi è intervenuto Edoardo Buffoni, Capo redattore di Radio Capital, il quale dopo un accoglienza festosa, ha descritto il clima che si respira in una emittente importante, tra le notizie in continua evoluzione, i commenti e le interviste da mandare in onda ed il dialogo con gli ascoltatori, che non deve mancare mai.
Parlando della sua esperienza personale, ha ricordato quanto inizialmente sia stato difficile per lui abituarsi a condurre la trasmissione TG0, nella quale egli trasmette da Roma e il suo Direttore, Vittorio Zucconi, da Washington. Anche questi, sono i piccoli grandi “miracoli” della tecnologia.
Baba Richerme, Inviato speciale di Radio Rai, ha concluso il convegno, raccontando come attraverso la radio, il cinema possa essere descritto agli ascoltatori, in modo da suscitare in loro, interesse e curiosità.
Lo ha fatto con la signorilità e la passione che tutti le riconosciamo da sempre. La sua voce, ha condotto i presenti anche stavolta, nei meandri dell’argomento, con sapiente maestria, leggerezza e coinvolgimento.
Al termine si è svolta una tavola rotonda sul “Ruolo e funzione della radio tra presente e futuro”, a cui hanno partecipato:
Stefano Benedetti (giornalista editore di Città Celeste), Manuela De Vito (conduttrice e autrice di Radio Capital), Isabella Eleodori (conduttrice di Radio R101), Ida Guglielmotti (conduttrice programmista/regista di Radio InBlu), Alessandro Mannozzi (conduttore radiofonico e giornalista), Renato Rappo (già nei GR e TG RAI), Baba Richerme (inviato speciale Radio RAI), Marco Sabene (giornalista Radio RAI), Betty Senatore (conduttrice di Radio Capital), Moderatore Luisa Bartolucci della Direzione Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti.
Anche in questo caso, gli ospiti intervenuti, ognuno con la propria esperienza, hanno apportato al dibattito in corso un contributo notevole per comprendere quali sviluppi potrebbe avere la radio del futuro.
Ritengo che la giornata appena conclusasi, abbia offerto grandi spunti per comprendere il “destino”di questo mezzo dalla voce dei suoi protagonisti.
Quanto a me, posso solo dire che la giornata appena trascorsa, è stata un occasione per ritornare indietro a quando negli anni 70′ parlavo davanti ad un microfono e respiravo la magica atmosfera della Radio.

 

 

Il Presidente Nazionale

Giuseppe Voci

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