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CIAO FRANCO IW0GBO

Ciao a tutti,non avrei mai voluto scrivere questo articolo, ma la vita, certe volte è talmente bastarda al punto che purtroppo, ogni tanto ci fa fare cose che non avremmo mai voluto fare, come scrivere il saluto di a Dio ad un caro amico. Chi perde un amico perde un tesoro di Giuseppe Voci.Da ieri, in molti abbiamo perso sia un amico, sia un tesoro, perché Franco fu questo per tutti noi.IW0GBO, da ragazzo, abitava nel quartiere romano di Cine Città, non lontano dalla Basilica di Don Bosco ed era un vero e proprio fan della radio e dei DX.Lo conobbi ai tempi della C.B., quando, come diceva sempre lui, “avevamo i pantaloni corti” e per fortuna, siamo rimasti sempre amici.Ripensandoci oggi, con lui, non ci fu mai uno screzio, un dissapore, un’incomprensione; niente di tutto ciò; meglio così, altrimenti, alla luce di quello che è successo, probabilmente avrei avuto il rimorso per non averlo capito.Di lui e con lui, avrei migliaia di ricordi su cui scrivere, ma la necessità di sintetizzarli, mi induce a scegliere quelli meno dolorosi, a cominciare dagli incontri spensierati giovanili che facemmo nei pressi della chiesa di Don Bosco con gli amici dell’alfa Tango, gruppo C.B. del quale, nonostante la licenza di radioamatore, fu sempre un grande fan.Ho ancora in mente l’entusiasmo di quando ottenne il nominativo radioamatoriale e dei suoi primi DX sulle nostre bande.Di lui, posso aggiungere senza il timore di essere smentito, che ebbe un carattere mite, generoso ed altruista, e che conservò nei miei confronti, un particolare affetto e grande stima fino alla fine.La sua disponibilità, fu sempre concreta e disinteressata verso tutti, nel lavoro, nell’amicizia e nella vita di tutti i giorni.Nel periodo in cui mi occupai di Packet Radio e di A.P.R.S., ebbi la necessità di installare un nodo da qualche parte nel reatino per potenziare la rete verso il nord.Nonostante non si occupasse di queste modalità trasmissive, chiese ad un suo amico d’infanzia che aveva uno splendido ristorante nel punto più alto di Monte Nero Sabino, di ospitare le apparecchiature.La cosa bella di quella storia, fu che con la scusa di controllare se tutto fosse a posto, andavamo su e, “che te lo dico a fa”, dopo la manutenzione degli apparati e dell’antenna, ci scappava sempre la grande abbuffata con relativo riposino pomeridiano sotto il nostro ciliegio preferito; come fai a dimenticare questi momenti conviviali vissuti insieme?Impossibile! Soprattutto ora che purtroppo, il distanziamento sociale ci impone di assumere un atteggiamento più cauto, anche nei confronti dei nostri cariIl suo altruismo, lo portò anche ad occuparsi per tantissimi anni di Protezione Civile.Rammento come se fosse adesso, quando, al C.V.R.S. o in Sala Operativa della Protezione Civile di Roma Capitale, con Roberto, Claudio, Zac, Mara e tutti gli altri amici che ora non ricordo, ai quali chiedo umilmente scusa, svolse i suoi servizi, con impegno e grande spirito collaborativo.Il rapporto, schietto e sincero, ma anche burlone e scanzonato che contraddistinse la nostra amicizia, gli permise, senza alcun problema, di prendermi simpaticamente in giro via radio, dicendo che, ogni volta in cui mi assentavo da un QSO, andavo ad assaltare il pozzetto alle mie spalle, per far fuori i gelati, o in cucina, a finire il vasetto della nutella.Che volete che vi dica, Franco era anche questo; mi conosceva talmente bene, al punto che spesso, ebbe ragione!All’inizio della malattia, ci sentimmo per telefono; in quella occasione, me ne sottolineò la gravità, poi, continuammo a sentirci via radio, in HF sui 40 Mt ed in 2 Mt, fino a poco prima della sua dipartita.Quando si sottopose al primo intervento a l’Aquila, gli feci compagnia sul 10 W in Echo Link.In quel frangente, mi ribadì sorridendo, che a lui, piaceva sempre di più la radio in HF, ma che nella particolare condizione in cui si trovava, anche l’Echo Link “sarebbe andato bene” per tenergli compagnia.Poi, le cose si aggravarono, gli incontri via radio si diradarono ed alla fine, ieri sera, è giunta a tutti noi la triste notizia del suo SK.A Cinzia, ad Ivan ed a tutta la famiglia, giungano le più sincere, quanto sofferte condoglianze mie, dell’associazione Onda Telematica, di tutti coloro che lo hanno ascoltato via radio, conosciuto, frequentato e di quelli che ne hanno apprezzato la schiettezza, la vivacità e le qualità umane.Continueremo a ricordarlo ed a conservare la sua memoria nello scrigno in cui sono riposte le cose più belle che ognuno di noi non vuole dimenticare. A Dio Franco

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