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Sassi celesti

{jathumbnail off}Premessa
La mia passione per l’Astronomia risale all’età adolescente. Ricordo con grande emozione, quando, all’età di sei anni, eludendo la sorveglianza dei miei genitori, sgaiattolavo dal mio lettino e mi arrampicavo sulla finestrella di casa mia per osservare il cielo stellato, rimanendo aggrappato al davanzale per tutta la notte.

Con altrettanta emozione ricordo il racconto che facevo ai miei compagni di scuola di ciò che avevo osservato per tutta la notte; ma anche le solenni bacchettate del mio maestro di scuola, quando mi trovava a dormire, con il capo chino sul banco a causa delle mie notti insonni.
A distanza di tanti anni (ho appena concluso la mia 62^ orbita!) ricordo, con la stessa emozione, quel cielo stellato, visibile ad occhio nudo nei minimi dettagli, perchè non ancora mortificato dall’inquinamento luminoso; e ricordo anche le tante scie luminose che solcavano quel cielo buio (il mio maestro mi disse che erano le stelle cadenti). Soltanto dopo appresi che quelle scie luminose erano corpi celesti che vagavano nell’Universo e, che, a volte, si avvicinavano alla Terra…
Siamo all’inizio di un nuovo anno astronomico ed il calendario degli eventi del 2011 è veramente pieno di fenomeni da osservare; ne cito uno per tutti: l’Eclissi totale di Luna del 15 Giugno 2011. Ma, ecco che questo anno astronomico ci regala subito uno spettacolo…fuori sacco: il transito ravvicinato dell’Asteroide “2011 AN52”.
E’ accaduto il 18 Gennaio 2011, quando l’oggetto celeste classificato N.E.O. (Near Earth Object), di circa tre metri di diametro e con una magnitudine apparente di 28,6 è transitato a 300.000 Km dal nostro pianeta.
A tal proposito, va ricordato che la distanza della Luna è di 383,700 dalla Terra; pertanto il nostro “visitatore” si è infilato tra la Terra e la Luna ed era ben visibile con un comune binocolo di modesti ingrandimenti.
Tuttavia va aggiunto che, date le limitate dimensioni, l’Asteroide non costituiva nessun pericolo per il nostro pianeta, in quanto, nell’attraversamento dell’atmosfera terrestre si sarebbe immediatamente disintegrato per effetto di surriscaldamento (l’ablazione degli oggetti che penetrano nell’atmosfera terrestre avviene nella Mesosfera, ad una quota di circa 80 Km, ad opera dell’Ozono). E’ bene sottolineare che su tutta la Terra esistono dei luoghi di sorveglianza Space Watch Observatory (in Italia: il radiotelescopio Croce del Nord di Medicina – Bologna www.med.ira.inaf.it); i quali monitorizzano gli oggetti che si avvicinano al nostro pianeta, calcolandone anche l’orbita.
Agli Istituti di Ricerca, si affianca la ricerca amatoriale (in Italia: la Sezione di Ricerca Asteroidi U.A.I. www.uai.it😉 con sistemi di sorveglianza automatica e con continue osservazioni al telescopio.
All’età di quindici anni, così come mi aveva promesso mio padre se mi fossi impegnato di più nello studio, mi regalò un binocolo; un modesto 10×50 con il quale cominciai ad osservare meglio i pianeti e le costellazioni. Era il mio“osservatorio astronomico”. Poi, finalmente, arrivò il Telescopio: il classico Riflettore 114/900 con il quale ho “girato” per l’Universo.
Chi avrebbe mai pensato che, con un “tubo di stufa” ed un paio di specchi appiccicati nell’interno, sarei riuscito ad avvicinare gli stessi oggetti osservati da G. Galilei nel lontano 1610! Ore ed ore di osservazione; ed ogni volta che scoprivo nuovi dettagli, provavo la stessa sensazione che vive un radioamatore quando riesce a contattare paesi lontani. Poi giunse la radio.
E, quando scoprii che i corpi celesti emettono anche segnali in banda radio, ne volli sapere di più. Ho conosciuto, così, la Radioastronomia; ovvero: la possibilità di utilizzare la mia stazione di radioamatore per osservare le emissioni radio dei pianeti, degli impatti meteorici, delle radio sorgenti presenti nell’Universo.
Il Telescopio e la Radio, due strumenti utili per svolgere attività di ricerca scientifica; due fedeli amici inseparabili.

di IK0ELN Giovanni Lorusso

 

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