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L’Eclisse solare del 20 Marzo 2015

intestszione{jathumbnail off}In questo articolo non vi parlerò degli aspetti scientifici dell’eclisse in oggetto, in internet potete trovare fiumi di pagine che raccontano di tutto e di più, dalle cose reali alle astronavi aliene che per non farsi vedere dai terrestri sono passate tra il Sole e la Luna…

Quindi mi limiterò a darvi una cronaca di quanto accaduto la mattina del 20 Marzo 2015 e fornirvi qualche dettaglio sulla strumentazione utilizzata per arrivare ai risultati, neanche tanto spettacolari, visibili nella foto che mostra i vari istanti durante i quali la Luna si è intromessa tra il Sole e la Terra.

Appena svegliato il primo pensiero è stato quello di verificare le condizioni meteo, mi sono affacciato al balcone e mi si è gelato il sangue, non per il freddo, bensì per il fatto che il cielo era completamente coperto dalle nuvole.

Non mi sono arreso e ho iniziato a pensare alle varie alternative possibili. In realtà le previsioni meteo dicevano che il cielo sarebbe stato parzialmente sereno, quindi ho deciso di seguire il mio programma, così ho preparato le strumentazioni di rito e poco prima delle 9.00 mi sono posizionato sul luogo di osservazione, ossia nel terrazzo condominiale (a Roma).

Mentre montavo il tutto il cielo ha iniziato ad aprirsi e così anche la grinta e la voglia di fare qualcosa di buono ha preso il sopravvento. In realtà la preoccupazione per le cattive condizioni meteo ha compromesso parzialmente la buona riuscita dell’operazione in codice “FOTOGRAFA L’ECLISSE SOLARE” :-D, infatti alla fine mi sono dimenticato di prendere la maschera di Hartmann/Bahtinov, purtroppo me ne sono accorto troppo tardi. Penserete, sarà una maschera da indossare per immedesimarsi in qualche eroe fantascientifico? 😀 bathiOvviamente no, in realtà come mostrato in foto sono due maschere sovrapposte, quella di Bahtinov (composta da righe parallele) e quella di Hartmann (composta da tre fori), le stesse servono ad ottenere una messa a fuoco ottimale. Qui non vi spiego come funzionano, in internet potete trovate tutte le informazioni del caso, così mi limito a dirvi che le suddette maschere, quando puntate verso il sole, producono 3 cerchi luminosi che si osservano dal mirino o dall’lcd di una macchinetta fotografica o di un telescopio. Quando manovrando l’obiettivo o l’oculare del telescopio, i tre cerchi si sovrappongono significa che la messa fuoco è ottimale. In  mancanza di questo prezioso strumento mi sono dovuto arrangiare con una messa a fuoco manuale, quindi non ottimale.

Alla fine la strumentazione utilizzata era così composta, un treppiedi manuale, una Canon EOS 550D con filtro IR modificato, il filtro solare di tipo polimerico auto costruito, un obiettivo della Samyang, l’800mm a F8 fisso con specchio e fuoco manuale, batterie di ricambio ed in fine il telecomando per scattare foto. Nella foto che segue potete vedere come mi ero attrezzato per l’occasione.  

postazioneVerso le 9:10 ho iniziato a riprendere il Sole tentando la messa a fuoco, qui purtroppo ho incontrato altri ostacoli, infatti il disco solare era completamente omogeneo, neanche una macchia solare. Se ne avessi vista almeno una, sfruttando il contrasto, avrei potuto tentare una migliore messa a fuoco. Così ho cercato di trovare il giusto fuoco sfruttando il bordo del disco solare.

Montate le attrezzature il mio pensiero si è rivolto agli amici di AOT e così è iniziato lo scambio di messaggi e foto via whatsapp. Da quel momento non mi sono più sentito solo e l’aver condiviso l’intera osservazione ha reso il tutto più affascinante.

Inutile dire che l’osservazione reale non può essere minimamente confrontata con quanto si può ora osservare dalle foto. Le sensazioni, le emozioni e le variazioni climatiche che hanno accompagnato l’evento sono state spettacolari e difficilmente descrivibili, vanno vissute. E’ stato bello passare dal caldo del Sole diretto al vento freddo che si è alzato quando l’eclisse era al suo massimo. Per certi versi il vento ha infastidito le riprese infatti ha reso mosse alcune delle foto scattate, ma alla fine nulla di grave.

Durante l’osservazione, che è durata circa 2 ore, oltre alla compagnia degli amici di AOT sono stato onorato anche dai condomini del mio stabile che venivano in terrazza a stendere i panni, ed è proprio in questi momenti che sono accadute le cose più simpatiche. La prima a farmi visita è stata una ragazza del Bangladesh, la stessa è passata dalla curiosità alla paura, infatti appena ha saputo cosa stavo fotografando ha iniziato a chiamare i familiari per dirgli che avrebbero dovuto rispettare il digiuno di acqua e cibo per tutta la giornata. Purtroppo i miei sforzi non sono stati sufficienti a farla desistere da questa astinenza.  Poi mi ha fatto compagnia un signora molto devota a Dio e anche molto simpatica, che mi ha raccontato il Salmo 8 ed è stato bello contemplare le meraviglie celesti in nota religiosa “se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?” J . Il bello delle osservazioni astronomiche è proprio quello che accade intorno ad esse, non tanto le foto che si ottengono alla fine…

Tornando agli aspetti un pochino più tecnici posso aggiungere che per tutto l’evento ho cercato di scattare delle sequenze di 5/6 foto ogni 5 minuti, il tutto con un ISO a 400 e un’apertura di 1/20 di secondo.

Terminata la sessione fotografica è iniziato il lungo lavoro al computer, dove ho tentato di togliere tutti quei disturbi che purtroppo hanno infastidito le riprese, il tutto sovrapponendo le foto scattate e applicando diversi filtri, alla fine ecco i risultati.

sequenza

 

Spero di non avervi annoiato e vi rinnovo l’invito a partecipare ai futuri eventi radioastronomici promossi da AOT.

Un caro saluto,

Daniele IZ0ZPB

 

 

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